Invalidenpark | Christophe Girot

Invalidenpark - Girot

Invalidenpark – Girot

Invalidenpark ha una superficie di 2,5 ettari ed è stato progettato da Christophe Girot, paesaggista francese, vincendo un bando di concorso per la riqualificazione della città di Berlino dopo la riunificazione.
La zona prende il nome dal primo Invalidenhaus, ospedale per gli invalidi militari, costruito intorno al 1750,  che aveva circa 135 ettari di terreno destinato al giardinaggio  per gli ex-militari, con lo scopo di alleviare le loro pene. Nel 1843, con lo sviluppo del quartiere, il parco si riduce a 6 ettari e gli viene dato un disegno formale da Peter Joseph Lennè, importante paesaggista tedesco del XIX secolo. La nuova sistemazione ospitava un memoriale per i militari prussiani della rivoluzione del 1848. I primi del novecento videro ancora ridursi il parco per far posto ad un ospedale e alla Gnadenkirche. I bombardamenti distrussero molti degli edifici e il parco, lasciando uno spazio vuoto usato per controllare il perimetro del muro dalla polizia di frontiera della Germania dell’est. Dalla riunificazione del 1989 tutta Berlino fu interessata dallo stimolo di riqualificare e riprogettare le zone vuote o distrutte e nel 1992 il concorso di progettazione per quest’area fu vinto da Girot. Nella progettazione di questo parco Girot ha cercato di incorporare le tracce e i significati del passato, di un’area così ricca di significati storici e militari, creando uno spazio urbano moderno, per il presente.
Girot, dice riguardo la progettazione di Invalidenpark:

“[…]per me il giardino è infatti uno dei rari luoghi rimasti sulla terra dove si mescolano la memoria, le emozioni, la vita e la morte in modo inequivocabile”.

Elemento focale del parco è la fontana-scultura del muro che affonda. Il muro, simbolo che fa riferimento al Muro di Berlino, è in realtà una rampa che permette la vista del parco e dei dintorni dall’alto.
Nel lato nord sono presenti le querce originarie del parco del 1840, e un area pavimentata in sabbia che ospita una area giochi per bambini e una zona aperta per attività libere e tavoli da pick-nick. Spostandosi verso sud la copertura del prato è lacerata da fasce in pietra che si fanno via via più ampie fino a ricoprire l’intera superficie sul lato meridionale. Tutta la superficie del parco è inclinata dell’un percento verso il basso e questa pendenza lo si nota dai bordi che sono raccordati dalle scale o dalla pista ciclabile inserita sul lato ovest che resta in piano. L’idea alla base di questa scelta è nel compiere i propri passi verso l’alto o verso in basso come gesto di equilibrio tra passato e presente.
È esclusa da questa pendenza solo la grande vasca rettangolare di 50m per 62m, in cui si specchia il muro che affonda. Nella parte bassa del muro e nella struttura soprelevata sono presenti i resti della chiesa distrutta dai bombardamenti.
Come nuova piantumazione è stato scelto l’albero del Ginko biloba, simbolo di speranza e perseveranza, allineati in gruppi da tre quasi a ricordare dei soldati.

Molta attenzione, infine, è stata messa nella cura dei dettagli e nella scelta dei materiali, dall’ardesia che ricopre il muro alle griglie per proteggere le radici degli alberi, agli stacchi e cambi tra le varie pavimentazioni.

Progettista: Christophe Girot
Progettazione: 1992
Realizzazione:1996-1998

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